categoria

Calcio:metodiche e obiettivi dell'allenamento

Gli allenatori e collaboratori dei settori giovanili hanno l’obbligo di far crescere i giovani e fornirgli i presupposti necessari affinchè dispongano di quella maturità necessaria, di quella motivazione indispensabile e di quella umiltà fondamentale
[30.07.2010 - di Lorenzo Pettene]

Stampa Invia ad un amico

Quando si ha a che fare con degli atleti in età evolutiva, con ragazzini alle prime armi con lo sport o con potenziali campioni o fuoricalsse, la problematica che spesso si viene a creare è una forma di contrasto tra esigenze di risultati sportivi e sviluppo tecnico-fisico-mentale dei giovani giocatori. Purtroppo è molto difficile far coincidere le due cose, ed ecco allora che bisogna fare in modo da non esasperare la necessità di risultati, ma neanche restarne totalmente indifferenti. Se infatti una serie di risultati positivi può risultare positivo sotto certi aspetti, sotto altri può dare risultati del tutto opposti in fase di costruzione del giocatore-atleta. Pensare di vincere semplice può portare ad un rilassamento mentale, anche se la problematica maggiore è  quella che senza un confronto “alla pari”, difficilmente si riesce a crescere. A livello giovanile spesso si assiste a risultati poco probabili a livello di prime squadre. Non è inusuale, infatti, trovare risultati come 9-0, 12-3 e così via. Ma questi risultati risultano lesivi non solo per la squadra che vince (che alla fine invece che fare una partita si trova a dover affrontare quasi una partitella senza competitività), ma anche e soprattutto per la squadra che subisce, in quanto non solo demotiva i giovani giocatori stessi (che quanto più giovani sono, tanto più sono soggetti a fragilità mentale), ma anche li abitua a svalutare il risultato finale. Mai come oggi si rende indispensabile il lavoro non solo dei genitori come educatori ed esempio dei ragazzi, ma anche e soprattutto dei tecnici dei settori giovanili. Gli allenatori e collaboratori dei settori giovanili, a mio modo di vedere, devono avere l’obbligo di far crescere i giovani a loro disposizione cercando di fornirgli i presupposti necessari affinchè i giovani, una volta cresciuti, dispongano di quella maturità necessaria, di quella motivazione indispensabile e di quella umiltà fondamentale per un giocatore di calcio. Ecco allora che esasperare la vittoria a livello giovanile può portare ad un’errata crescita del giocatore.

La motivazione migliore per ogni soggetto è una MOTIVAZIONE INTRINSECA, ovvero gli stimoli personali che un giocatore ha. Le motivazioni estrinseche funzionano meno. Ecco allora che un ottimo allenatore (giovanile ma anche di prima squadra) deve essere un grandissimo educatore alla motivazione del giocatore stesso e deve insegnarli a volere ottenere il risultato, anche compiendo i sacrifici; deve insegnarli a trovare sempre i propri stimoli; deve insegnargli che alla base di ogni miglioramento sta la volontà del soggetto. Solo allora un buon allenatore giovanile avrà compiuto il suo lavoro.
Terminata questa lunga premessa, che non vuole assolutamente essere di oggettiva catechizzazione di un’opinione personale, allora si può addentrare in modo molto semplice a quella che si può definire “costruzione fisica” di un soggetto. Detto precendente dell’importanza di lavorare fisicamente in relazione all’età del soggetto, oggi vediamo in modo più specifico un tipo di allenamento per una squadra di esordienti.

Visto il continuo aggiornarsi della metodologìa di allenamento, soprattutto in ambito riferito ad atleti evoluti, ci si dovrebbe domandare  se non sia il caso di cominciare a variare la tipologìa di allenamento fisico anche a livello giovanile. Detto della totale inutilità di afforntare lavori di resistenza, si rendono indispensabili lavori di tipo coordinativo (oltre che a quelli di velocità), atti a mogliorare non solo la coordinazione di base dei giovani, ma anche la coordinazione specifica. La coordinazione è un fenomeno fondamentale per la migliore riuscita di ogni singolo gesto, semplice o complesso che sia. Si rende indispensabile per migliorare la velocità, ma non solo, indirettamente anche la resistenza di un soggetto subisce variazioni. Se un soggetto è ottimamente coordinato, può anche risparmiare energie durante la corsa, ma anche durante un cambio di direzione o uno scatto. La coordinazione è un fattore determinante per quanto riguarda l’esecuzione anche e soprattutto del gesto tecnico. Allora perchè non unire il gesto tecnico ad un esercizio di coordinazione? Perchè non fare eseguire un passaggio a coppie lavorando su movimenti diversi degli arti superiori? Perchè non fare un tiro in porta restando sempre in equilbrio su un piede solo? Sono solo delle provocazioni, ma anche delle idee di esercitazioni. L’unica cosa che deve essere un limite deve essere la fantasia dell’allenatore, il quale dovrà avere l’obbligo di fare le cose sempre ed esclusivament con COGNIZIONE  DI CAUSA. Fare le cose tanto per fare o perchè si copiano da un altro allenatore non serve, ed anzi, può risultare lesivo.




  • 10.07.2010 - Le camminate tra le erbe...
    Leggi l'articolo >>
  • 06.06.2010 - A Cerea torna Sportivamente
    Leggi l'articolo >>
  • 06.06.2010 - Sabato e Domenica c'è la Grande Sfida
    Leggi l'articolo >>
  • 13.05.2010 - Allenamento velocità giovanile
    Leggi l'articolo >>
  • Vedi l’archivio completo delle notizie